venerdì 28 agosto 2009

Fenditure

piccoli sentieri...
solchi...
tracciati dal dolore
che a passi pesanti
si è fatta strada...
prepotente...

Ed ora il tempo ha ricoperto
quel sentiero...
ed ora con il resto si confonde
ma basta una leggera folata di vento...
a scoprire quella fenditura...

quella ferita non ancora rimarginata...
brucerà ancora...
a ricordarti...
che esiste ancora...
ma può essere curata.

giovedì 30 luglio 2009

pacco regalo dalla vita

Nascosto tra l'involucro variopinto dell'ordinarietà
si presenta a sorpesa un dono a cui ormai
si era smesso di sperarare
Spegnendo le candeline
e chiudendo gli occhi,
per fingere di espirmere un desiderio,
rassegnati ci si godeva solo l'attimo di buio
che occompagnava lo spegnersi delle piccole fiammette
...
ma quando quel piccolo desiderio svanito dalle speranze
riapparve dietro le tende velate della realtà
...non resta che aprire il pacco regalo...
che ora la vita mi ha donato...


venerdì 26 giugno 2009

strilla di silezio

Con cura allevata,
nutrita
cresciuta
tanto da illudersi di essere amata
ma non erano per affetto le cure che riceveva.



Quelle attenzioni la resero presto
simile alla perfezione...
così dalla vita vera fu allontanata
e mantenuta a quella perfezione al freddo di un congelatore.

Un uomo...
vedendola in vetrina..
"Rosa perfetta"
pensò che fosse il dono ideale
per la lei che rivedeva nella perfezione di quella rosa.


Ma quel regalo non fu nemmeno considerato...
persino rifiutato....
gettato con un gesto.

Ed ecco che giace a terra
quando poco tempo prima si sentiva amata
persino fortunata...


ed ora che il vento la spogliava dai suoi petali
che accarezzando l'asfalto si allontanavano lontano...


Una ragazza passando da quella strada
dove vi era la rosa,
di alcuni petali denudata...
attratta dalla sua bellezza residua
la raccoglie per osservarla da più vicino...
ma distratta si punge a una spina...
e la lascia cadere di nuovo..
una goccia di sangue dal dito ferito
ma dopo qualche istante torna a raccoglie quel fiore

con più attenzione...
portandoselo con se.


Stanca della giornata la govane donna se ne va a dormire.

Al risveglio...

Ogni cosa che la circonda le sembra strano..
anche se tutto è uguale a come è sempre stato...
lo sguardo si posa a quella rosa che sembrava osservarla


e poi al piccolo graffio che si era procurata...

ora quasi inesistente.


Si sente strana...la sensazione che qualcosa è cambiato

Squilla il telefono...

alza la cornetta ...e...


la voce non esce....



sente parlare dal'altra parte...



ma quella voce esprime suoni che non riesce a comprendere



riprova a parlare...nessun suono...però la voce dall'altra parte del telefono sembra essersi

silenziata d'immprovviso....

prova così ad urlare...

ma nessun suono sembra generare

esce fuori

prova di nuovo ad urlare tra la gente

ma niente

anzi tutti quanti smisero di parlare

e di emettere qualsiasi rumore...

anche se muovevano dispertamete le labbra

non riuscivono più a parlare

solo in silenzio ora poteva strillare.

lunedì 8 giugno 2009

Segni Delebili

Svanirò perchè no...
in fondo basta non farsi più sentire
smettere di comunicare
di mentire
e farmi del male...
Svanire correndo lontano
lasciando una scia sulla sabbia
che i venti, il mare o il passaggio di altri
potrà cancellare
e male non potrà creare
in quanto segni non te ne ho lasciati...


mercoledì 3 giugno 2009

I passi dell'abbandono



E' bastato poco per lasciarmi andare
difficile è stato ritornare
dopo che L'evanescente presenza di vita passata..

è diventata assenza


E di nuovo ho camminato
verso un errore annunciato
avvicinandomi inesorabilmente

alla mia maledizione di sempre
quella che ho scritto da sola
con l'inchiostro viola
di notti insonni




Fili invisibili mi avevano fatto camminare
quasi sollevandomi da terra
poi mi hanno fatto inciampare.




Ed eccomi come un fazzoletto usato
gettato tra le braccia del vento


che mi tatterrà sospesa
il tempo di ritrovarmi a terra
per poi rotolare tra altri rifiuti

Forse spiccherò un altro leggero volo...
sempre più logorato dal tempo


e da tutto quello che ne fa' da contorno


E' bastato poco per lasciarmi andare
ancor meno per non vedermi più ritornare...
..Dispersa...
...tra i passi dell'abbandono.

giovedì 14 maggio 2009

detriti di follia

Ancora una Volta...
ancora una volta hai voluto ascoltarlo
Credere alle sue bugie...e anche alle tue.
Di rientro dalle illusioni..
inizia la delusione..
e un profondo rancore.

Pochi giri della chiave nella serratura..
e ti ritrovi di nuovo nel posto che poco alla volta è diventato tuo
le sembra ora la copia di mille altri posti...
un fermo immagine tridimesionale

Ancora sul tavolo quello scatolone con quella scritta Fragile
Che non aveva anora aperto...per scarsità di tempo
ma dal destinatario noto...
Questo pensiero...la pilotarono verso quel pacco..
e quando gli fu vicino con un semisorriso...
...scandì: "FRAGILE"...
sollevandolo dal tavolo lo getta per terra con tutta la forza che poteva raccogliere...

Un rumore di vetri infranti attutito dall'imballaggio
Prende il primo oggetto appuntito e apre la scatola svuotando il contenuto per terra:


polistirolo e sezioni di un oggetto in vetro....
fissa quei frammenti di vetro...cercandone di individuarne la forma originaria...
riconosce l'oggetto...era quello che in un esclamazione di stupore davanti a lui aveva definito "Stupendo"...
ed ora era a pezzi...
a pezzi come si sentiva lei...
metre seduta sul pavimento
osserva un riflesso, ripetuto e sfocato, della sua immagine...
Ma ora non vuole più vedersi....e senza pensare...inizia a frammentare i pezzi in tanti piccoli detriti...
ora appuntiti e taglienti,
lame camuffate..
che ad ogni contatto..
lasciavono un graffio...
lento scorrere di piccole goccie colorate in rosso..
sfiorando quei "detriti"..
colorandoli leggermente...





"Non sono Vetro!"

Ed alzandosi....

decide che è tempo di curare le ferite...

martedì 28 aprile 2009

piume pesanti

E' uno dei tanti giorni...
e i miei occhi si sono aperti prima del suono della sveglia

Guardo l'ora: 3:30
non ho sonno...
fisso il soffitto cercando di capire qual'è la cosa più opportuna da fare...
"mi alzo o cerco di riprendere il sonno sapendo che ho circa 4 ore prima di udire l'aggeggio infernale svegliarmi?"

Il soffitto continua a guardarmi muto e non risponde.

Mi decido...:"esco a fare due passi"
in poco tempo mi cambio...
e sono fuori dal mio appartamento...
Fuori...il buio inizia a schiarirsi
il freddo tipico di quest'ora mi spinge rannicchiarmi su me stesso stringendomi nel cappotto.
Inizio a incamminarmi per un luogo imprecisato dell città
senza meta...guidato solo dall'ispirazione del momento
Tutto sembra essere diverso dal solito...
pochi rumori si sentono
La città...sta quasi tutta dormendo
e cammino con uno strano senso d'inquetudine misto a un senso di semilibertà
che mi spinge a continuare.

E rallento davanti un palazzo...
e dopo mi ritrovo a fissare una puma davanti ai miei occhi cadere....



ondeggiare lentamente....
fino a posarsi sul marciapiede quasi con cautela...



Alzo lo sguardo per cercare di individuare da dove la piuma è potuta cadere...
e ne ne vedo un altra ondeggiare...
ipnotica e lenta nel suo movimento...

arrivata alla mia altezza mi sfiora il viso..
e invece di un tocco leggero
mi sento tagliare...

sfioro cn un dito dove la piuma mi ha sfiorato
e vedo del sangue..

Torno a guardare in alto...
ed ora scorgo una figura che potrebbe essere un uomo...
Sembra da come è piegato su se stesso, sopra quel cornicione, disperato
Cerco di attirare la sua attenzione urlando "ehi".
Poco
dopo alza la testa guardando in basso nella mia direzione...
e rimane a fissarmi senza dire niente...con quello sguardo penetrante...
e anche se distante riesce a entrarmi dentro

Nella mia testa sento ora parole che mi sembrano estrane...
"allontanati uomo...perchè fin quando vi ero lontano le mie piume solletivacano...ora che sono a voi vicino...le mie piume sono lame"

Ore 7:30....suono della sveglia....
mi ritrovo di nuovo sul mio letto...
ma sono vestito...
"Sarà stato tutto un sogno? "mi alzo frastornato
guardo il pavimento
e vedo una piuma...
la osservo più attentamente...
e noto un leggero segno rosso.

venerdì 17 aprile 2009

il tocco del passato..

Sei stato come il vento
che l'aria ha spostato
e mi ha accarezzato
rendendo ribelle il mio stato


Sei stato luna
che ha mosso il mio sangue
in una marea incontrollata di sensazioni



Sei stato il mio primo tramonto
denso d'emozioni


Sei stato un tocco...
che mi ha sfiorato
e ora se ne andato
svanito nell'ombra
di quello che ora è solo passato

giovedì 9 aprile 2009

..Sol...

Guardando suonare

l'armonia del sole....

Sento il mio silenzio urlare...

di serenità riempita.

venerdì 27 marzo 2009

EdERA

la terra ha eseguito
il suo folle ballo a lungo proibito



A ritmo dell'ira
della forza allo stato puro
...Il panico...
e nessuno è più al sicuro...
Non arresta il suo movimento...
falle nel pavimento...
Il vento alza polvere..
portando nell'aria frammenti di quel che era solido suolo



...

Ed ora passate le urla di panico
e il frastuono
la terra, ora stanca
ritorna a riposare
come se nulla fosse...




...

Case ridotte in cumoli di macerie
palazzine tranciate a metà
gli occhi dei pochi supersiti
possono vedere residui di arredamenti
spogliati dalle pareti,
foto incorniciate spuntano dalle macerie
automobili ferme in uno scontro...




Ora tutto è fermo nella quiete
in un fermo immagine del caos.


Nuvole di pioggia in compassione
iniziano a bagnare la terra frastagliata
goccie leggere sempre più forti
iniziano a svegliare
la vegetazione dormiente
che lentamente appare
pian piano coprendo
dove andava nascendo...
ed Edera si fa sostegno
di edifici ormai dimezzati
e ormai disabitati

domenica 15 marzo 2009

...oltre...

ferma a guardare la realtà sono stata fin troppo
le esitazioni, i tanti timori...
ma ho scorto un sentiero
ed è ora di proseguirlo.

E' il momento di vedere
cosa c'è oltre a quella apparenza che ho chiamato realtà per troppo tempo
e scoprirne una nuova...


Scavalco il primo ostacolo...
con molta cautela poggio il primo piede
e del terriccio precipita giù per lo strapiombo...
ma sembra comunque stabile..
prendo coraggio e poggio anche l'altro piede:
Ci sono
...sono all'inizio del mio sentiero...
devo stare attenta ci vuole poco per cadere...
mi sorreggo allle roccie e a passi lenti mi dirigo nell'unica direzione consentita
di tanto in tanto altro terreno cadeva
tenedomi allerta...
il sentiero sembra sempre più stretto...
fino a trovare una roccia che ostacola il mio passaggio oltre
ma come comparso dal nulla....
...un ponte...unica fonte di fuga....

Non mi sembra molto stabile
ma è l'unica strada per andare avanti...
prendo fiato per farmi ancora una volta coraggio...
mi guardo ancora una volta indietro
il sentiero percorso...
e poi volgo lo sguardo a quello da affrontare
chiudo gli occhi un attimo....
e avanzo a piccoli passi...
cercando punti di stabilità
imponedomi di non cedere alla paura
un passo alla volta
...un percorso che sembra interminabile






Arrivata alla fine del ponte...
ad accogliermi una serie di alberi
e un tappeto di foglie rossiccie...


stanca...
ma curiosa decido di fare anche qualche altro passo...
solo per vedere quel che c'è
oltre un enorme masso
e mi ritrovo davanti ad un luogo incredibile
ormai però sono esausta
mi siedo all'ombra di un albero in fiore
e accarezzata dai petali
mossi dal leggero vento
mi addormento...


domenica 8 marzo 2009

Ad occhi chiusi

Chiudi gli occhi e guardami
guardami come un cieco
attendendo con mano tesa
la mia che ti guidi
a far la mia conoscenza
cercando in parole e silenzi
espressioni e sensazioni
percependo meglio gli odori
Guarderai così la mia essenza....

e non l'apparenza
Chiuderò gli occhi per guardarti
tenderò la mia di mano
aspettando che mi guidi alla tua conoscenza

ascoltando silenzi e parole
inebriandomi del tuo odore


ora apri gli occhi...
è tutto finito era un sogno
e non può essere infinito

domenica 1 marzo 2009


Ed è buio e stretto qui dentro
chiusa tra angoscie e paure
vacillano le poche cose sicure....
alla luce debole di una serratura
di questa mia armatura
che mi difende
e mi offende..
e non mi rende ciò che sono diventata
e qui mi tengo intrappolata
fin quando riacquistate le forze
sarò pronta a stradicare la serratura
ed uscire da questo forziere


mercoledì 25 febbraio 2009

La sedia a dondolo

dondolo avanti e indietro su questa sedia a dondolo...
con le mie gambe piccine che a malapena arrivano a terra..
per sfuggire alla noia dei ragionamenti dei grandi..
e dondolo ancora..
cercando di farla andare più veloce...
il cuscino si scolla dallo schienale per il ritmo da me imposto
sorrido divertita
mentre faccio sbattere la sedia al pavimento...
di là il caos che inizio a fare fa' urlare mia madre che mi impone di smetterla..
Con un pò di proteste e con l'espressione di chi ha subito un torto
smetto di dare la spinta all sedia
che inizia a rallentare...
decido allora di tirare su le gambe e poggiare la testa allo schinale...
Il lento oscillare e lo stare ferma mi rilassa
le voci della stanza accanto diventono sempre più lontane
e le immagini davanti agli occhi sembrano man mano rimpicciolirsi....
non riesco più a tenere gli occhi aperti
e cado in un sonno profondo.....
E Dondolo e dondolo
sento solo questo oscillare.

Apro gli occhi e mi ritrovo nella stessa stanza
sulla sedia che ancora dondola leggermente
ora stranamente non sento nessun parlare
nessun rumore...un silenzio completo...
il mio corpo è dolorante..
ma quello che vedo davanti ai miei occhi non mi sembra il mio corpo
sembra più quello di un'anziana signora..
le gambe riescono a toccare il pavimento nonostante la mia schiena sia poggiata allo schienale
le mie braccia sembrano essere più lunghe
avvicino le mani agli occhi...
e le ritovo enormi...e solcate dalle rughe..."ho le mani come quelle della nonna!"
provo a sentire con le mani il viso...e al tatto non sento la sensazione della mia pelle...
ma sembra di toccare il viso di un anziano...
decido che devoalzarmi dalla sedia..
e che devo guardarmi in uno specchio...
Alzarsi si rivela un impresa più ardua del privisto
sento il mio corpo molto più fragile...
Finalmente sono in piedi..
inizio a muovermi verso lo specchio...
ma i miei passi sono rallentati
e sento la necessità di poggiarmi
...
Arrivata allo specchio alzo lo squardo
e ci vedo riflessa non la bambina che ero
ma una anziana signora dallo sguardo triste e incredulo

domenica 22 febbraio 2009

...NudaMente...


sorreggi con una carezza il mio viso
e come un automa ti imito occhi negli occhi
in un leggero sorriso
non vedo altro che i tuoi occhi
e la mia immagine riflessa al loro interno
che si perde sconfinata
mentre come spinti da un magnete si avviciniamo
l'uno all'altro


... Via...
tolto ogni freno nuda di pensieri...
i miei occhi si sono chiusi
e ora sento le labbra vicine
legati in un abbraccio...
e il cuore che sembra voler uscire...
scandisce il ritmo dell'emozione...
forse mi dovrei fermare...
forse...
ma ora sembra che non sia più in grado di controllarmi
denudata dalle inibizioni...
che mi vestivano la mente...


Ed è così che mi hai lasciato al nudo delle mie emozioni...
che non hanno più calore
e mi spingono a non voler più farle uscire
rivestite di nuove paure

giovedì 19 febbraio 2009

Risveglio in bianco

Ed è arrivato il freddo
quello vero...
il gelo
è strano vederlo nelle sue espressioni di candore
bianchi e leggeri fiocchi di neve
si disseminano
e si muovono in diverse direzioni
mosse da canzoni stonate del vento
in ritmo tribale..
E' arrivato il gelo
e non ho voglia di sentirlo
guardo ancora dalla finestra
e mi rimetto al caldo della coperta

sabato 14 febbraio 2009

in my dreams



Ho dormito tanto fino a perdermi nei sogni...
ci sono entrata chiudendo gli occhi
e ora qualcosa impedisce di riaprirli
coscente di essere in una reatà irreale
tutto prende la forma che la mia mente da'
Insensate immagini si proiettono davanti ai miei occhi
multitudini figure di me
sfigurano riconfigurate traccie dei miei difetti
specchi dell'anima mia dannata
per cose che non meritano considerazione...
Mi inoltro in questo labirinto in metamorfosi con il mio camminare
muri di siepi spinose mi intralciano il cammino
"tutto questo non esiste" dice colei che può camminare
"ripetilo forte ripetilo ancora"dice colei che può udire
anche se sono sempre io
non ho la coordinzione delle diverse me...
Non è ora di litigare...
non è ancora tempo nemmeno di amare
puoi solo camminare...trovare il giusto percorso per uscire da questo sogno
che se perpetua diventerà il peggiore dei miei incubi
Faccia a faccia con me
la peggiore delle mie amiche
e la migliore delle mie nemiche
"giro giro tondo me ne vado a zonzo"
ora mi gira la testa
sono di nuovo una sola....
mi butto a terra... stanca
ma la terra non è ferma...
si muove e mi afferra...
mi porta altrove
nel mio vero stato
a testa in giù
calpesto nuvole e cielo
ma da un momento all'altro potrei cadere...
la logica di questo sogni mi è ancora sconosciuta
ma forse tutto sta al fatto che non ha logica
forse mi dovrei solo lasciare andare del tutto
e farmi guidare dal sogno stesso
in fondo non ho nulla di così importante da fare
Appesantita da tutto questo pensare ora precipito
sbuffo pesantemente all'idea di dover di nuovo camminare
precipitare ora non mi spaventa...
vado a finire in una pozzanghera che diventa subito mare...
mi lascio sprofondare rallentata dalla densità dell'acqua..
fino a fermarmi.. a braccia conserte e muso imbronciato
decido di chiudere gli occhi e farmi dondolare dall'acqua


mi rilasso in apnea...
perdendo la mia cosciente incoscienza

Mi addormento nel sogno risvegliandomi nella realtà...

giovedì 12 febbraio 2009

Boom

Guardo fuori dalla finestra
enorme rispetto me...
da qui riesco bene a vedere l'azzurro del cielo e gli uccelli volare
Sento il traffico delle auto...
e il vociferare lontano...di parole ingarbugliate
da qui quando riesco a vedere qualche persona sembrano tutti delle mie dimensioni
anzi a volte posso farli sparire dietro un mio dito...

Continuo a guardare da questa finestra
e tutto sembra scorrere uguale....

fino a che un esplosione di luce
seguito da un rumore fortissimo


più forte di un temporale...(anche se simile)
fumo e gente urlare
spaventato dal rumore inizio a piangere,
l'unico modo in cui so' esprimermi..
Sento le lacrime scendere..
e vedo tra le lacrime
sfocato imio viso che urla...
e le fiamme fuori..
e persone disperate e piangenti come me
ma non sento le mie urla...
vedo la mia mamma afferrarmi...
prendendomi in braccio
la sento tremare e mi sembra impaurita...
la vedo muovere le labbra tra le lacrime...
ma non nè fuoriosce nessun suono...
così come le mie urla
...dopo aver sentito il rumore più forte di tutti..
Da fuori le luci delle sirene di autobulanze e viglili del fuoco..
ma nessun suono...
solo immagini sfocate dalle lacrime...ora silenziate.

domenica 1 febbraio 2009

The box

Nel vuoto di una stanza
piena di cianfrusaglie abbandonate per inutilità
dimenticata in una soffitta che ormai non vede luce da molto
Buio...
a cui ogni cosa si è assueffatta in quel dimenticatoio di oggetti...
In un angolo una scatola vuota,
acquistata a suo tempo per il suo particolare aspetto
e archiviata inutile per la sua forma...
ed è lì che vive ora:
nel buio,
dove i tanti colori allegri che la rivestono sono sovrastati dall'oscurità....
dove rimarrà per sempre scatola vuota
e nessuno saprà il suo potere magico...
perchè ormai nessuno più andrà ad aprilrla.

Ma la scatola pensante si sbagliava...

Un giorno uno spiraglio di luce fece breccia nel buio quotidiano
la luce accompagnata da un vociferio di bambini
si concentrò in una torcia tentuta da uno dei due bambini...
e avanzava con i loro passi...
"era strano rivedere la luce ancora"...
"era strano vedere ancora persone"...
I passi bambini si avvicinavano
avanzavano in direzione dei colori accesi della scatola
sottovoce dicevano qualcosa tra l'impaurito e il curioso...

La scatola era divertita dalle espressioni di timore dei bambini
(se avesse avuto voce gli avrebbe fatti spaventare un po'...
meglio così...non lo meritavano)

Arrivarono davanti alla scatola ...
con chissà quali aspettative....
curiosi entrambi i bambini...
alzarono insieme il coperchio della scatola
ma delusi videro che era vuota...
ma era abbastanza grande da poterci entrare...


Ridendo la piccola si tuffa con un balzo dentro sfidando il fratello...
ma appena entrata del tutto sembra scomparire...
incredulo lui si affaccia per veder meglio...
ma lei sembra scomparsa nella scatola
preso allora un pò di coraggio entra anche lui nella scatola...
...e....
...Svanisce....

mercoledì 28 gennaio 2009

ConFusion

Si delineano in me linee di sentimenti contrastanti...



come un vortice di colori stonati
ma che a tratti si confondono...

L'essenza di profumi differenti
si miscelano


trasformandosi in un odore indecifrabile
... tra i più armonioso e il più naseuabondo...

Brancolo alla cieca di mille visuali...
che come mille scheggie di immaggini sono indistingubili
..tutto sembra uguale all'invisibile....


Provo allora ad afferrarli...

provare a sentire al tatto...
...mille senzazioni pervadono il mio corpo al tatto dell'innafferrabile...


...Urla strazianti del silenzio...


Odio e rancore tinti delle tonalità scure e forti...
dall'odore di sangue rappreso
si mischia all'amore colorato di colori caldi e dolci...
dall'odore speziato dolce

Attimi di felicità si azzuffano a attimi di tristezza...
l'assoluta incosapevolezza di volere essere consapevoli e viceversa...
Poco è chiaro in me e nella mia tes
ta..

Ben delineata è la spirale sfocata di colori



del tatto impercettibile di senzazioni
del gusto stordito da diversi sapori

della vista ofuscata da visioni
indistingubili
da inebrianti profumi ed essenze

Stonati canti melodiosi riempiono le orecchie attraendomi e stonandomi...
Ben delineata è la mia CONFUSIONE....


domenica 25 gennaio 2009

Silenzi loquaci

Nei silenzi..
nella semioscurità di una stanza..
leggo e scrivo parole d'inchiostro...
silenziose..
ma che riecheggiano nella testa come urlate...
echi di pensieri rimbalzano
e silenziosi parlano...
feriscono...
si costruiscono e si distruggono...
cambiano forma...

Scrivo parole su parole...
mascherando le parole precedenti in scarabbocchi incomprensibili
ma questi nella mia testa sono ormai tatuaggi indelebili.

Freccie autoinflitte dal mio arciere...
che mirano alla mia serenità
percepisco il dolore di ogni corpo pungente
anche se inesistenti
Ferite dell'anima tanto profonde da sembrare incurabili...
pazientemente dovranno essere ricucite..
superando l'orrore di vedersi dentro grondante

Lacrime di dolore si dovranno placare
per vedere chiaro dove operare...

Mi trascinerò a riparo con le esigue forze..
allontanado da me l'assalitore pensiero
urlandogli quanto è inesistente...

Svanirà..
così come apparso
tra le righe di un quaderno
chiuso e riposto lontano....

sabato 24 gennaio 2009

Un nuovo premio....tantan


Grazie a
incognita7 per questo premio....

le regole di questo premio consistono nello scrivere 8 cose che ci prefiggiamo per il 2009...
ecco ora io in realtà per il 2009 non mi sn prefissa molto vediamo:
1-fare un numero congruo di esami.....(eh?che ho detto?!)
2-impegnarmi...nel conseguire il primo prosito
3-preservare i neuroni rimasti
4-iniziare a cercare un lavoro più fisso...(ma la vedo dura)
5-smettere di dire cavolate(la vedo impossibile)
6-fare dell'attività fisica(seee)
7-migliorarmi(ma penso ormai di essere un caso più che disperato)
8-scordarmi di aver scritto dei propositi per questo anno...(perchè conoscendomi farò il contrario...)

mercoledì 21 gennaio 2009

...Grigezza..

Apro gli occhi...
ma sembra di non averli aperti...
nell'oscurità di una mattinata di nebbia..
dove tutto sembra spento
avvolto da una patina grigia che nasconde i colori..



Rivoli di pioggia..

sembrano segni di svariati graffi..




inferti per aggrapparsi..a quella superficie
e intrappolata nella rete della zanzariera
mentre lenta scivolava...

E ora sono fuori...

dove tutto è celato e avvolto dal manto della nebbia...
dove la visuale è limitata a una distaza breve...
solo andando avanti si scopre che c'è ancora dell'altro

Come in una foto in bianco e nero
dove la dimensionalatità è ridotta allo spessore di un foglio
e i colori ridotti a variazioni di bianco e nero...

sabato 17 gennaio 2009

..dimensione acqua...

Prendo fiato...
e mi inabisso....
nella trasparenza dell'acqua...
al tatto impercettibile di ogni carezza...
fluttuo immersa sentendomi leggera...
inebriata dall'ebrezza dell'acqua....
perdo la percezione di me fingendomi io stessa liquida....
Provo a emettere suoni....
ma dalla mia bocca fuoriescono bolle d'aria...
parole silenziate...
trasformate in distosioni...
Le parole perdono ogni significato...
assumono forse la loro forma più vera:
aria ricoperta da una sfera d'acqua...


Questo senso di leggerezza mi avvolge e mi culla...
rendendoni più viva nella perdita della cognezione di me...
e in apnea concepisco di più l'importanza di respirare...

Mi spingo più verso il fondo....
e toccato il fondo mi giro verso il cielo...
e ne osservo la bellezza
arricchita dalla patina lucida dell'acqua...
e letamente riemergo...

a nuova vita..


mercoledì 14 gennaio 2009

...Fiore nel deserto...

Fiore nel deserto

tra cielo e sabbia..


solo nell'imensa aridità


unico nella sua bellezza


solo nella sua tristezza


fragile e forte...


ha esteso le radici nella lontana ricerca di acqua...


la sua immagine sfocata dal calore del sole


sembra farla ondeggiare come riflessa nello specchio dell'acqua


illusorio movimento del suo immobile stato.




Da piccolo seme...

in un tempo ormai passato

quando gli eventi


ti hanno portato


lontano da chi ti ha generato...



Dall'immenso circondato....

ormai di essere solo abituato...



e da solo...

grande e forte

fiore nel deserto

è diventato



sabato 10 gennaio 2009

...M.eT.A.morfosi...

Sono albero...
mosso solo dall'ondeggiare del vento.....
e in giorni anche dissatato dalla pioggia...
fermo ormai da tempo...
aspettando di essere infermo...
di essere solo rami secchi...
attaccati ad un tronco ormai morto...
e a radici stanche di sfamarsi...
rifugio di altri...
e diventare legna da ardere...
Fuoco improvviso divampa...
divorandomi lentamente
aggredisce il mio corpo legnoso

Fumo di mia essenza volatile e danzante...
si innalza al di sopra della mia ormai semispoglia chioma...

Il calore è ormai insopportabile...
costretto all'agonia di vedersi morire...
ciò che tocca il mio torturatore fuoco del mio corpo muta...
a ogni tocco...orme nere
del passaggio di quelle lingue di fuoco...
graffianti...
si nutrono di me....

stremate parti di corteccia sono ridotte in cenere e si allontano....
vola libera lontano...
polvere nera....

da questo supplizio di fuoco...
rinascerò dalle mie ceneri....
sparpagliando mia essenza al mondo...


Il vapor acqueo della mia linfa...
diverrà parte di una nuvola
che lonatano alimenterà corsi d'acqua....
le mie ceneri fertilezzeranno terreni...
pronti a nuova vita....



Rinascerò come una fenice dalle mie ceneri....
donando vita alla vita....

mercoledì 7 gennaio 2009

Dea Caos

Era lì...
presa a scombinare tutto...
a governare il caos della natura...
il caos di menti distratte....
uragani, forti temporali, burrasche erano in suo potere...
poteva vantare di essere la regina del
caos....
giorno dopo giorno si muoveva nel mondo degli umani e invisibile ai loro occhi...
agiva indisturbata...disturbando....
ovunque passava creava disordine...
e tutto questo disordine l'appagava....


fin quando...nel suo disfare....
fu attratta da una figura umana....
si ritrovò a seguirlo a distanza...

il suo comportamento era incomprensibile anche a se stessa...
"come poteva una dea essere attratta da un uo
mo?"
"perchè non riusciva a non restargli lontana?"


Decise così di iniziare a donare il governo del caos alla terra stessa e ai suoi abitanti...
Lei non lo voleva più...

Sentiva una strana sensazione che la spingeva verso quell'uomo...

ma lei da Dea non poteva provare sentimenti...
Nell'inseguimento di quella scia umana...
capì che quello che provava era amore..

il sentimento degli uomini...





Ora sapeva che non poteva, e non voleva essere al di sopra dei sentimenti... Decise di diventare Donna...


Iniziò così la sua metamorfosi in comune mortale...
doveva rinunciare alla perfezione di Dea...

e essere una Donna comune...

Con i difetti che ne comportava...

Ora doveva avere un riflesso nello specchio

e un ombra alla luce...

Essere devastata dalla tristezza...
oppure poter essere felice...
doveva limitarsi a camminare...e smettere di poter volare..
ma poteva amare..

venerdì 2 gennaio 2009

...lacrime di cera...

calore improvviso...
divampa la fiamma di un emozione....

che fa sciogliere in una lacrima densa...
...che lenta solca il viso...
bianca percezione di una sensazione inaspettata..
delinea il suo percorso....
Ritiornando poi stantia ormai raffreddata...

martedì 30 dicembre 2008

Alla deriva

Parole su fogli di carta...
parole che fanno troppo male...
scritte per poterle farle andare.
Per allontanarle dai miei pensieri...

Prendo quel foglio intriso d'inchiostro
ormai è pieno di parole...
colmo di penosi pensieri...
che voglio far navigare...
e quindi una piccola barca mi metto a forgiare...


Fuori ha piovuto...
e piccoli ruscelletti percorrono le strade...
è ora che la piccola barca...intraprendi il suo cammino...
e porti alla deriva i miei pensieri.

Adagiata nell'acqua...
inizia a navigare
e lentamente ad allontanarsi...

Le parole d'inchiostro, a contatto dell'acqua,
mutano in insignificanti macchie......
Ombre dietro parole in dissolvenza...
che portan alla deriva la mia tristezza...

domenica 28 dicembre 2008

andamento altalenante



lo senti urlare?!

è il frangersi del mare...
il vento sussurra cosa deve fare...
inizia il suo dondolare...
e chi lo può arrestare?!...
è il battito del mare.

venerdì 26 dicembre 2008

Sorriso di Natale..

Sorride un uomo dai denti mezzi cariati...
lo sguardo illuminato da quelle luci intermittenti gli addolciscono il viso...
Piccole luci, come tante piccole lucciole
degli addobbi dell'albero...
delle scritte luminose...che auguronano la felicità...per le strade...
o quelle, che come edera, sembra nata attorno a balconi...
Sorride mettendo in evidenza quei denti
come tasti di un pianoforte tra tasti bianchi vi sono intercalati tasti neri....
Luci intermittenti variopinte
sembrano ora dita
che suonano una melodia su quel pianoforte di denti....


mercoledì 24 dicembre 2008

'A Letterine (=la Letterina)


E pure cuss'anne méno mèle,
E anche quest'anno menomale,
sime arrivète a Natèle.
siamo arrivati a Natale.
'Ha' viste, nonò, tu ca disce sémbe
hai visto nono, tu che dici sempre
ci sèpe ci cambéme?'Stavòlde pérò
chi sa se viviamo?Stavolta però

no ve fazze prumèsse
non vi faccio promesse
e pegghjàrve pò che fèsse.
e prendervi poi per fessi
Che farve cuntedènde ve diche
per farvi contenti vi dico
de iésse chjù respettùse;
di essere più rispettoso;
ècche,'na cose a volde
ecco, una cosa alla volta
forse jè chjù mègghje.
forse è megliò
A mè me pièsce u Natèle:
A me piace il Natale
no 'nge voche a scole,
non vado scuola
mamme prepère i cose bone,
mamma prepara le cose buone,
a chèse se iénghje de cristiène
la chiesa si riempe di cristiani
e tutte se vòlene bène.
e tutti si vogliono bene.
Ah, 'nge vulèsse nu Natèle a settemène!
Ah, ci vorrebbe un natale alla settimana!
Ma ciò ca me pièsce chjù assè
Ma ciò che mi piace di più
jé u mumènde da léttèrine,
è il momento della letterina,
e no tande ch'i garrìne
e no tanto per i regali
ca m'avìte a dè, ma purcè
che mi dovete dare, ma perchè
na volda tande pozze parlè.
una volta tanto posso parlare.
E allora stàteme a sènde:
E allora statemi a sentire:
u Bammìne na jè nète sckitte che mè
il Bambino non è nato solo per me
ca sò criatùre, ma jè nète che tutte,
che sono bambino,ma è nato per tutti,
ch'i surde e cechète,
per i sordi e i cechi,
ch'i sène e malète
per i sani e i malati
e pure che tè, nonò,
e anche per te, nonno,
ca stè sèmbè a lamendàrte;
che stai sempre a lamentarti;
e che tè, uè ma',
e per i tuoi, guai mamma,
ca iastìme a malasorte
che bestemmi la malasorte
ci 'nguna cosa te vè storte.
per ogni cosa che ti va storta.
Sendìte a mè:pegghjète a vite accome a nu Natèle
Sentite a me:prendete la vita come a un Natale
e no penzète sèmbe e uè,
e non pensate sempre ai guai,
tante, chidde no mànghene mè.
tanto, quelli non mancano mai.
A salute, chédda sì, vè cautelètè,
La salute, quella si, va cautelata,
no foss'alde c'acchjàrne tutte què
non fosse altro che per trovarci tutti qua
o pròsseme Natèle.
il prossimo Natale.




poesia di Edo Carella


*"TRADUZIONE"

lunedì 22 dicembre 2008

Interferenze

Occhi spenti a fissare la luce cangiante di un televisore
nel buio di una stanza...
illumina un corpo annoiato e spento...
la stanza avvolta dal rumore proveniente dallo schermo..
Fisso...lo sguardo davanti immagini e parole senza senzo..privi di ogni significato in quel momento..
ma continua a fissare lo statico movimento...
è l'unica cosa che emette un pò di vita nella stanza...
un corpo immobile nella stanchezza della noia..
una mano stringe il telecomando,
con un tasto può cambiare le sequenze di immagini e parole
ma niente può fare per cambiare una vita incosistente...
Stremato dal non far nulla...atrofizzato dalla noia....



ma ecco una ruga appare sullo schermo...
una ruga orizzontale che distorce i suoni e le immagini...
che pian piano si muove dividendo lo schermo in un immagine raddoppiata..
un gemito tra il nervosismo e la svogliatezza..."adesso si riprendera"
ma le immagini diventono sempre più confuse...e ora interferenze da altri canali si mischiano...
prova a cambiare...ma la situazione è uguale a tutti i canali....
quello che prima erano dialoghi, musiche ...si sono trasformate in un sordo rumore ripetitivo...
e lo schermo trasmette quadratini sul grigio...



Innervosito e scocciato si alza..si avvicina a dare un occhiata al televisore...
"tutti i fili sembrano a posto"...
"uffa ci voleva solo questa...la solita cigliegina sulla torta no?!"
Così decide di spegnere l'aggeggio...
e accendere un po' di radio...
Perchè il silenzio non vuole sentirlo...ha bisogno di riempire le orecchie qualunque cosa va bene...
basta che siano vocisimili...così si sente un pò meno solo...
preme il tasto on...si sente disturbato...cambia per un pò di stazioni radio ma niente sembra convincerlo...
allora prende uno tra i cd sparsi e lo inserisce nello stereo...
Inizia la musica seguita dalle parole...
Dalla finestra in tanto un lampo illumina la stanza in un flash...
seguito dal rumore del tuono...
che fa vibrare leggermente la finestra....
La musica continua...
intanto fuorni iniziano goccie a picchiettare a ritmo sempre più sostenuto
Alza il volume...della radio...
Un nuovo temporale...
Il cd si inceppa e si fema a ripetere sempre lo stesso punto...
si avvicina allo stereo
ma mentre procede...il frastuono del temporale si rifà sentire...
e dopo poco..silenzio...
il buio e completo...
é andata via la corrente! "la mia solita fortuna del cavolo"
un lampo illumina di nuovo la stanza per pochi secondi...
poi tutto si illumina la radio riparte e si riaccende la tv...
"ma che cavolo scuccede!"
si dirige verso la tv...fa per spegnerla...ma invece di spegnersi
si cambia canale...Interferenze...
Non capisce cosa succede...ma ormai è diventata una sfida contro quel cavolo di aggeggio...
"devi essere spento!"...
cerca la spina..
Un groviglio di fili nascosti dallo schermo si rivelano...come tanti piccoli serpentelli...
Nervoso...non sta pensando più a quale filo deve staccare...l'importante è farlo smettere...
Avvolge entrambe le braccia intorno al televisore e ,con tutta la rabbia
..lo stradica, come un erbaccia...
Il rumore televisivo smette tutto d'un colpo...
lascia cadere in un tonfo la carcassa televisva ...
Ora nn vuole sentire più nulla...
tutte queste interferenze...
ora lo irritano...
acceso l'interruttore della rabbia....
ora vuole solo spaccare tutto.....

mercoledì 17 dicembre 2008

the castle


Vivo in un castello...
a un passo dal mare...
e godo ogni giorno della stupenda visuale...

Gli architetti bambini l'han costruito...
e di tutto l'hanno munito...

...ad ogni passo si sfalda in polvere ocra..
e discende lenta come la sabbia in una clessidra
a dire che lento sta invecchiando anche lui castello...
Anche il vento si accanisce contro
..le punte dei pinnacoli..che vengono così smussati...

Goccie dal cielo iniziano a scendere...
e frangendosi contro la dimora la solcano lasciando la loro impronta...

e così fragile questo mio regale castello!

ma in fondo è normale...
è di sabbia questo casale




martedì 16 dicembre 2008

Il lanciatore di coltelli

Sicuro dell'infallibilità della tua mira mi fissi...
sfidandomi in una gara di sorrrisi:
Sorrido a labbra serrate..
nascondendo il mio vero stato d'animo...
sorrido anche se dentro urlo e piango...
sorrido perchè è questo che devo fare...
il copione da seguire.

Immobile..."devo stare immobile"...
nell'attesa del lancio
Vorrei fuggire...ma rimango lì...

Attimi che diventano eterni
"Muoviti!"...sai che per me è un agonia
ma tu mi guardi divertito...

Finalmente ti decidi a lanciare...
nel rapido movimento di quella lama non se ne distinguono le forme...
una scheggia di luce tagliente si muove nella distanza che ci separa..


e rapida si incastra poco distante dal mio braccio...
quasi a sorreggermelo
...trappola alla mia stanchezza...

A questo ne segue un altro lancio che mira altrove...

Il pubblico applaude estasiato...
e io continuo nella mia finta ammirazione..a sorridere...

Alimento il sorriso con l'immagine di vendetta:
lame aguzze, ora dirette verso di me...
ribelli ritornano da chi le ha scaraventate...
in un moto contrario...
dove è lui quello messo al muro...




sabato 13 dicembre 2008

come Stanlio e Ollio

Credo che mi sei mancata nei 15 mesi da sola...
anche se di certo non me lo posso ricordare....
Noi che ci siamo distinte dai primi vagiti:
Io pappa e nanna...
Tu che di mangiare ti rifiutavi...

passano gli anni...
e io divento quella che non sta mai ferma...
e tu l'esempio da seguire...

passano altri anni...
che vedono la comparsa...delle altre 2 sorelle...
sembra che ci siamo distribuite il loro volerci bene...
io sono stata più vicino a loro da piccine...
e a te amano incondizionatamente ora...

diverse ma complementari...
ma da sorelle siamo anche uguali...
come Stanlio e Ollio...
(Tu magra come Stanlio...io bè più simile a Ollio)
come il giorno e la notte...
come l'acqua e il fuoco...
(Ti ricordi così ci paragonavano i prof.in comune)

insieme facevamo di tutto...
dai giochi..a buttarci la colpa...
dal litigare facendoci del male...al volerci bene...

sei la mia prima amica,
la mia complice...e la mia critica...

Spesso mi infondi la forza per affrontare la vita..
Ho cercato, a mio modo, sempre di aver cura di te...
di difenderti da ciò che poteva farti male...
ma spesso non sono stata capace..

Tu che sei la mia roccia e anche il mio punto debole
sono orgogliosa di esserti sorella...
Probabilmente meriteresti una sorella migliore di me...
ma magari il mio essere sbagliata ti rende più giusta!



Poche parole sono importanti...e una è la sola che sento di dirti:
Ti voglio bene...

giovedì 11 dicembre 2008

Stanby

stesa a terra
...sul manto di foglie...
ha perso le conoscenze...
funzioni vitali ridotte al minimo
il corpo ha decellerato il ritmo vitale
all'improvviso
senza preavviso..
il cuore ha rallentato il battito...
ed ora è in coma persa nella natura

occhi chiusi,
e labbra serrate...
non era stanca...ma ora è spenta...
e nessuno può svegliarla...
nessuno può curarla..

ma ecco la natura...non rimane a guardare...
Un piccolo ragno inizia a tessere la sua tela
pian piano è coperta dal lensuolo di ragnatela...
intanto inizia a calare le tenebre...e l'aria si rinfresca..
e questa coperta può servire...
foglie cadono..aderendo alla tela di ragno...
così passò la notte...temprata dalla coperta

acqua in goccie...
scivolano da alcune foglie che effettuano da traspirazione...
idratandola...

passa un altro giorno è lei
è ancora immobile...
e spenta
circondata da vita..continua..e in movimento

passato qualche altro giorno...
lei si rigenera..quel tanto da aprire gli occhi..
dal sonno senza sogni...
ma riesce a muore solo gli occhi...
il resto è immobile...
non nè percepisce più l'esistenza...
muove gli occhi..
a destra e sinistra ..

deve alzalsi...
prova a muovere le mani...
ma i primi tentativi falliscono...
ma tenace ci riprova...
fino a riuscire a muovere qualche dito...
riacquistati il potere della mano...
rompe la ragnatela scrollando le foglie..
ma riesce solo a muovere le braccia...
il resto è bloccato...insensibile...è rimasto addormentato..
allora decide di sfruttare quello che riesce ad usare...cioè le braccia...
con esse si fà da leva per rialzarsi..e mettersi seduta
e facendo forza sulle braccia trascina il proprio corpo a pochi centimentri più dietro..
liberandosi ultriormente dalla sua coperta..
si ferma per riprendere le forze..

si sente un pò un baco intento nella metamorfosi per diventare una farfalla...
ma si chiede se riuscirà a tornare a camminare....

lunedì 8 dicembre 2008

..neve..

Camminando...
contro il gelido vento che si oppone al movimento...

l'aria gelida sembra mettermi delle invisibili, ma spesse corde...che mi cingono...
e sembrano tirarmi indietro...
il freddo gelido...pian piano, si avvinghia..ai lembi di pelle scoperta...
entra nelle fessure dei vestiti...
Un gelido abbraccio....

Bianca e candida...dal cielo...scaraventata in disordine scende neve


...ha formato uno spesso tappeto bianco...
che aumenta di spessore...
mentre gradualmente....pian piano fiocci di neve si attaccano a tessuti e capelli...
Tutto è celato da questa coltre bianca e gelida...
Con passo rallentato...sempre più esusta continuo il cammino...
La meta è ambita...è il ristoro del calore del proprio rifugio...
...ma l freddo immobilizza sepur parzialmente...
sembra distanziare ulteriormente...
rallenta...copre...anestetizza tutto...
Ma la resa non è contemplata!
Avanti!
Ancora...un passo segue un altro..a fatica,rallentato...prudente...ma procede....
Intanto prosegue il freddo affetto del gelo...coi suoi abbracci i suoi baci...
mi sembra sentire persino il sangue che circola più lentamente...iniziandosi a congelare...

Lontano, ma non molto inizio a scorgere...il riparo...la meta ambita...
ancora qualche sforzo....
..ancora poco....
sempre meno....
intanto diminuisce la distanza...
ora mancano pochi passi...
ancora sbalottolata...
ma manca pochissimo...
ecco davanti la porta...
dopo poco sono al riparo dal gelo...
la differenza di temperatura mi fa sentire una sorta di bruciore alle mani...
...ormai in casa mi affaccio alla finestra guardando il freddo al caldo...
alzo poi lo sguardo al cielo...
la neve scendere..ora mi sembra quasi calda...
e noto che il cielo mi sembra spiccatmente concavo....
fisso il mio riflesso...nel vetro della finestra...notoando che il mio riflesso sembra ripetersi più volte a distanza...sembra che poco più distante ci sia un altro vetro più spesso...
Continuo ad osservare la ripetizione del riflesso...
ora sembra colorarsi come se qualcosa preme al di là del vetro...
come un enorme mano che preme sul vetro...
...
oh mio dio....qualcosa fa muovere tutto....

si muove persino la casa...

oh cavolo...sono rinchiusa in una palla di neve!!

venerdì 5 dicembre 2008

In ombra

E' notte..
Una notte di poche luci...
messa alla porta dall'esasperazione di una madre che non sa' come aiutare la figlia nei compiti
Nel buio e nella tristezza di non riuscire a fare quel che era un semplice compito,
seduta sul gradino davanti la porta,
con gli occhi pieni di lacrime...scalza..
un po' paurosa decide di smettere di piangere,
e allora volge il suo sguardo verso il giardino...inghiottito dal buio...
solo poche luci illuminano...qualche lampione...
ed ecco...un ombra attira lo sguardo della bambina...
cos'è?!...alla bambina sembra un ombra di una fata...
incredula stropiccia gli occhi..ma l'immagine sembra proprio l'ombra di una fata
con il cappello a cono e un vestito rigonfio...
un pò impaurita, ma anche curiosa vorrebbe andare in contro a quell'ombra
...ma è scalza...come fare?!..ormai è quasi decisa ad alzarsi ed andare verso quell'ombra..
anche scalza..
allora inizia ad alzarzi...
ma la porta alle sue spalle si apre...

é la mamma che la rifà rientrare.....

mercoledì 3 dicembre 2008

SOAC

S'innalzano al cielo...
fiamme d'acqua..
Scintille fuoriescono dai confini di quel camino fatto di sabbia e roccia...
Il falò d'acqua per recuperare le forze ascende precipitoso...schiumando..
e dopo poco, riacquistate le forze si rinnalza...

Non si rassegna...
Deve raggiungere il cielo...

Intanto al là del camino del mare...
piove fuco...
Ammassi incandescenti..
si muovono nell'imensità del cosmo...
senza meta...e vincoli di gravità...





la pioggia di fuoco sfiora la biosfera terrestre...
e miei occhi ne seguono lo spettacolo della pioggia in stelle cadenti...